
Lo strumento di lavoro del tatuatore per eccellenza è la macchinetta.
Recentemente abbiamo assistito ad una vera rivoluzione innovativa su questo mezzo. Dalle macchine a bobina si è passati all’uso di motori rotativi su macchine con frame per poi arrivare alla tattoo pen.
Questa innovazione ha determinato una vera e propria corsa dei produttori per la produzione di macchiari sempre più potenti.
La prima ad arrivare sul mercato è stata la Cheyenne, le loro macchine offrivano una comodità d’uso e una semplicità mai vista prima a fronte di un investimento monetario abbastanza importante.
Queste macchine risolvevano dei problemi importanti come la gestione dei rifiuti biologici che diventava sensibilmente minore poichè non c’era più bisogno del tubo, l’impugnatura era comoda e l’utilizzo fruibile immediatamente anche da neofiti per la semplicità di utilizzo del mezzo rispetto alla bobina.
Conseguentemente alla loro diffusione più case hanno prodotto diversi modelli, affinando dimensioni, potenza e affiancandoli a design accativanti e spesso stravaganti.
L’ultima innovazione è stata quella di produrre tattoo pen indipendenti dall’alimentatore, rendendone ancora più facile l’utilizzo e riducendo ulteriormente il costo dell’attrezzatura in quanto dotate di alimentazione completamenta autonome e ricaricabili.
Il primo vantaggio di queste macchine è il costo indubbiamente accessibile poichè ben cinque parti della strumentistica sono incorporate, mentre nelle rotary o nelle tattoo machine abbiamo bisogno dell’ago, del tubo, della macchinetta, del cavo, dell’alimentatore e del pedale, nella tatto pen abbiamo già tutto intregrato al corpo macchina.
Il trasporto del materiale è decisamente più semplice e leggero nel caso di spostamenti.
Questo vantaggio iniziale però non ci aiuta se la macchina si guasta, sempre possibile nel caso di macchinari elettrici e meccanici complessi e delicati, poichè dovremmo sostituirla interamente senza avere parti riutilizzabili.
Le moderne penne hanno anche dei paramentri preimpostati per la regolazione del voltaggio.
Come incide la regolazione del voltaggio nella tattoo macchine?
Anche la regolazione del voltaggio ha la sua importanza durante la sessione di tatuaggio, se non correttamente regolata infatti possiamo avere problemi di vario tipo,:dalla lacerazione della pelle alla mancata o errata immissione di colore sottopelle.
Gli alimentatori sul mercato vanno da 1 a 12 volts e spesso nelle impostazioni di fabbrica ci sono anche le indicazioni per l'uso per linee e per sfumature. É importante creare complicità con il proprio macchinario per ottenere ottimi risultati.
Quanto dura la batteria della tattoo pen?
La durata della batteria dipende dalla casa produttrice ed è uno dei parametri dove i produttori investono di più in ricerca e sviluppo. Si è passati da poche ore fino a 8 ore di lavoro continuo negli ultimi modelli.
Per chi preferisce continuano ad esserci nel mercato opzioni di acquisto di piùmotori ricaricabili, oppure batterie sostituibili e ancora penne che ti danno la possibilità di sostuire il blocco batteria con filo un ingresso RCA.


















































